Così la stampa

Operaclick.com

<<La seconda parte del concerto vede ancora una volta protagonisti i complessi belliniani, in questo caso insieme al mezzosoprano José Maria Lo Monaco la cui voce ha ispirato la felice composizione di Matteo Musumeci. La cantata  Diva Agatha si articola in dieci sezioni, vere e proprie stazioni del culto della Santa e della carica devozionale che si manifesta in tutta la sua semplicità popolare in occasione dei festeggiamenti di febbraio. Alla ritualità che si ripete ogni anno con la stessa immutata fede, descritta con  forza emozionale dal compositore catanese, sono collegati gli episodi di più spiccata intensità evocativa nei quali lo squisito timbro vellutato della cantante originaria di Catania, belcantista raffinata, ha modo di esibire le sue grandi doti di espressività. Si precepisce l'aderenza alla scrittura vocale dell'autore che procede per oasi liriche di grande espansione melodica punteggiate dagli interventi del coro, e la partitura reca in sé una forte capacità empatica oltre a presentare una notevole capacità di strumentazione. In Musumeci si coglie in pieno il legame viscerale con la sua terra d'appartenenza come se fosse egli stesso uno dei tanti devoti che si riversano fra le strade del centro durante la processione che segue il fercolo con il reliquiario della Santa. Il linguaggio musicale del compositore è diretto e calibratissimo oltre a rispettare una simmetria quasi architettonica nell'alternanza degli interventi corali con quelli solistici>>. Caterina De Simone

 

Operaopera.com

<<Il 17 gennaio 2020, è stata presentata al pubblico del Teatro Massimo Bellini di Catania, in prima esecuzione assoluta, la Sinfonia n.3 in re maggiore op. 82, del giovane compositore Matteo Musumeci, affidata alla bacchetta del M° Francesco Di Mauro ed alla magnifica Orchestra Stabile del Teatro etneo, schierata in un ricchissimo organico.

L’età che avanza è per il critico fonte non solo di esperienza, ma di memoria…Matteo Musumeci, catanese: lo si ricorda, ancora poco più che bambino, essere sempre presente a teatro, a fianco del padre, il grande Tuccio: un ragazzino attento, allora, serio, interessato. Il risultato, infatti si vede adesso in cui il Musumeci, con giusta ambizione, è entrato a far parte della schiera di compositori di musica “classica” contemporanea.

Il suo stile si delinea fin dalle prime battute: è uno stile che egli stesso ha definito “minimalista”, in cui brevi melodie si ripetono, a volte ossessivamente, per poi reiterarsi e rimbalzare l’una contro l’altra, ma senza mai aprirsi ad un sinfonismo che dia a tali spunti sviluppi di particolare rilevanza. Uno stile “intimo”, sentito, a volte malinconico, ma tutt’altro che semplice, anche perché la composizione armonica è molto curata, in un’orchestrazione ricca ed abile, che evita l’implodere della sinfonia in se stessa, ma la amplia di ricche sfumature e spunti molteplici nel raggio del medesimo impianto melodico.

L’ascoltatore segue lungo tutto l’arco della composizione questo dispiegarsi di bassi ostinati e di slanci della melodia, che, privi di dissonanze, vengono poi sempre contenuti e riportati nell’alveo di un andamento agogico variegato e a tratti brillante. Una sorta di espressione sonora ma contenuta dell’anima, di chi non ami confidarsi con ampi discorsi, ma voglia esprimersi ripetutamente con brevi frasi e decise asserzioni.

Da rilevare la coerenza di stile dell’intera sinfonia, la sua “naturalezza” ispirativa, ma anche la profondità del sentimento che la genera, in un clima che a volte si fa marziale, con l’uso ampio dei tamburi e delle altre percussioni, ma anche con l’ostinatezza dei flauti, dei fagotti e di diversi altri strumenti, fino a giungere al clangore dei piatti.

La composizione sinfonica, in cui si ritrovano dichiarati  richiami ai miti del compositore: Bach con il suo “Clavicembalo ben temperato” e Šostakóvič con un “valzer ostinato”, va letta, dunque, così come appare, a tocchi, ad assaggi, con effetti di interessante sonorità e che esprimono, come lo stesso autore ha sottolineato “La gioia malinconica del vissuto”.

Il pubblico ha gradito la composizione, la terza, che l’autore dichiara comunque avere un legame con la prima, e che è stata iniziata nel 2014 e compiuta da poco. Il mondo del sinfonismo, delle importanti sale da concerto e dei grandi teatri si dischiude davanti al giovane compositore, a cui si augura un futuro sempre più in crescendo e sempre più ispirato>>. Natalina Di Bartolo

 

I Vespri

<<la prima parte del concerto vedeva inoltre protagonista il compositore anch'esso catanese Matteo Musumeci, peraltro più volte presente ed apprezzato nella sua città, sul duplice scenario del Bellini e del teatro di prosa (per il quale ha composto svariate musiche di scena). E' stata adesso la volta della sua 'Sinfonia n.3 in re maggiore, op. 82. Una prima assoluta, questa Sinfonia, con la quale Musumeci continua un percorso avviato con le precedenti sinfonie, ma con maggiore ampiezza di respiro. Dura circa quarantacinque minuti questo lavoro, articolato in tre movimenti, durante i quali il musicista catanese da libero sfogo alle sua caratteristiche stilistiche (ormai riconoscibili per un linguaggio personale maturato sul rispetto dei classici), una specie di minimalismo mediterraneo che non si limita alla reiterazione ritmica costante - come avviene nei più rigorosi minimalisti, da Terry Riley a Steve Reich (semmai prediligendo per sua stessa ammissione John Adams) – ma lascia ampi spazi ad una effusione lirica accattivante e coinvolgente, ammiccante alla melopea russa. Nella Sinfonia n. 3 questo diffuso melodismo prolifera continuamente con una invenzione tematica che vive di sé, costruita sul consueto tessuto ostinato degli accordi, inibendo addirittura lapossibilità di sviluppo tradizionale per privilegiare la prorompente vena melodica che tende a dilagare, rinnovata da diversi impasti timbrici e da frequenti accelerazioni e ripieni orchestrali. E' una musica che scorre fluida e accarezza le orecchie degli ascoltatori che ne vengono presi fino al lungo e liberatorio applauso finale; così è avvenuto a Catania, dove la concentrata ed accorta esecuzione dell'orchestra ne ha sottolineato l'intensità sotto l'attenta guida di Francesco Di Mauro>>. Aldo Mattina

 

Bellininews.it

<<Di Matteo Musumeci sono stati eseguiti dall'opera lirica Aitna (libretto di Massimiliano Costantino) Intermezzo e Tema d'amore, due episodi strumentali attraverso i quali si evidenzia la forte carica significativa e rappresentativa che anima da sempre la sua produzione, quest'ultima sempre rinvigorita da una vitalità icastica sorprendente e sempre tesa all'evocazione lirica e alla dilatazione emotiva. Le creazioni del compositore catanese non sono mai rivolte all'aspetto interno della musica, alla sua centripeta dinamica armonica, ma vengono sospinte da una centrifuga forza visionaria che rimanda sempre a qualcosa di esterno da sé, che rimanda sempre a significati (mai significanti!) altri dei suoni e delle relazioni armoniche in sé stesse. Insomma una musica essenzialmente semantica che rimanda sempre a qualcos'altro che dal mondo dei suoni naviga e veleggia irresistibilmente verso il mondo delle forme e delle immagini>>. Giovanni Pasqualino

 

Archi maganine

Recensioni dischi Nova et Vetera

<<Il CD registrato dal duo formato dal contrabbassista venete Nicola Malagugini - che da anni vive e lavora a Catania - e della pianista Mirea Zuccaro è innanzitutto un affettuoso tributo alla Sicilia, alla quale l'interprete intende esprimere la propria gratitudine e dedicare il presente lavoro.  La musica ci conduce attraverso un percorso fatto di sonorità ed armonie che spaziano dal classico (Antonio Scontrino) ai tempi attuali (Giovanni Sollima): si passa da brani più immediati ad altri più aspri e spigolosi, con il duo che si muove agilmente tra generi ed epoche diverse.

Si segnala Nero Barocco di Musumeci con le sue ampie aperture melodiche>>. Alfredo Trebbei

Kathodik

<<In questo nuovo, interessante Cd della Da Vinci Classics, ci viene presentato un repertorio di autori siciliani incentrato su uno strumento, il contrabbasso, che ha sempre faticato a conquistarsi un posto di rilevo (fatta salva qualche importante eccezione: Bottesini o, per arrivare ai giorni nostri, Gavin Bryars, sono due notevoli esempi in tal senso) nella tradizione classica. Merito del contrabbassista Nicola Malagugini, accompagnato dalla pianista Mirea Zuccaro, aver dato risalto alle potenzialità espressive di questo strumento, per come esplorate in brani che partono da fine Ottocento (Antonio Scontrino) per arrivare ai nostri giorni (Serra, Musumeci, Schittino, Patti, Sollima). Una costante di questi brani, per altro molto diversi tra loro, è la centralità della linea melodica, esaltata in particolare nei brani di Scontrino, Sollima, Patti, e Musumeci. Particolarmente interessante il brano di quest’ultimo, in cui la cantabilità delle melodie si sposta a frenetici ritmi minimalisti>>. Filippo Focosi

 

Corriere della sera.it

<<..forte, vigorosa e di carattere la Diva AGATHA di Musumeci! Potenza di animo ed intelletto che si sente nella cantata per mezzo soprano percussioni e  Coro che è stata eseguita al teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, avvolto da una dolce armonia sonora ed emotiva tra lo stile solitamente melodico delle composizioni di Matteo Musumeci e le contaminazioni minimaliste punteggiate nelle aperture ritmiche affidate al coro. Una scrittura musicale elegante e sofisticata che riprende la simbologia numerica della Bibbia e fa pensare al cinema mutando in note le immagini della festa... oltre 140 elementi ad accompagnare la voce brunita e vellutata del mezzosoprano José Maria Lo Monaco è lei ad incarnare Agata a raccontarne emozioni paure e determinazioni nel continuo confronto con il coro di volta in volta chiamato interpretare cittadini e inquisitori... la processione, segnata dall’incursione dei tamburi di Alfio Antico, che sono radice e origine, battono come l’animo palpitante dei devoti e vibrano i suoni della festa rievocando all’udito la visione dell’intraducibile «annacata» delle candelore>>. Ornella Sgroi

Avvenire

<<CATANIA TORNA A CANTARE PER SANT'AGATA … >> Pierachille Dolfini

ANSA

<<...Diva Agatha di Musumeci, santa e femminista: A Catania dopo 2 secoli torna tradizione musicale per patrona>> Marzia Apice

La Sicilia

<<...Un sapiente intarsio di notte e tonalità indica i tratti della nostra sensibilità musicale si slarga verso i secoli del medioevo si spinge nelle dimensioni che oggi conquistano il pubblico sugli schermi. È l'omaggio dell'arte umana quando si accosta all'assoluto: non mira all'occasione del momento tocca profondamente l'anima .. Il mezzosoprano Jose Maria Lo Monaco ha dato un'interpretazione religiosamente spirituale d iAgata, con eroici voli canori e affascinante eleganza..>>  Sergio Sciacca

Giornale di Sicilia

 <<Grande successo e  teatro stracolmo per Diva Agatha di Matteo Musumeci. Bravissima la catanese Josè Maria Lo monaco bravissima ed emotivamente coinvolta nel dar voce alla diva Agata... Musumeci imprimeva uno stile opportunamente cangiante per ogni singolo quadro, prevaleva un gusto minimalista specie quando affidato al coro mentre l'orchestra colorava la propria tavolozza di rutilanti immagini che facevano pensare ad uno Shostakovic o ad un Dukas>>.  Aldo Mattina

Bellini News

 <<La composizione di Musumeci esibiva una tecnica di composizione minimalista nella quale brevi incisi ritmicomelodici venivano ripetuti ciclicamente , creando un'aura di mistica e contemplativa staticità, forse ammiccante ad una ascetica ed elevata eternità celeste. Certamente riusciva a fissare e cristallizzare i suoni in una dimensione astratta, molto lontana da rumori e clangori terrestri. Il mezzosoprano Maria Josè Lo Monaco ha esibito la sua calda e vigorosa vocalità nella parte delle Santa …l'orchestra del nostro teatro che ha risposto con una ricercata ed elevata partecipazione emotiva. L'intervento di Alfio Antico con i suoi tamburi a cerchio vibranti di un'arcana e oscura musicalità, ha intriso lo spettacolo di antichi sapori e colori tipici di una Sicilia antica, terra di veementi contrasti e dilaceranti passioni....>>.  G.Pasqualino

Mensile MUSICA 

<<.... Meraviglioso compendio dei tratti distintivi di un giovane compositore che padroneggia con disinvoltura diversi stilemi musicali fondendoli in uno stile immediatamente riconoscibile, sin dalle prime note....>> Benedetto Ciranna

Il Corriere Musicale
<<La scrittura di Musumeci svela una grande capacità di evocare immagini, come una colonna sonora cinematografica, riveste di una sottile ironia i momenti di riflessione e utilizza contrasti dinamici e timbrici inaspettati, riuscendo così a tenere costantemente alta l’attenzione dell’ascoltatore....Quello che colpisce sin dall’inizio sono le scelte di strumentazione, che mettono in risalto una scrittura intelligente e fresca, che, nonostante l’uso delle tonalità tradizionali, non sfocia mai nella banalità e nell’ovvietà.>>
Monika Prusak

La SICILIA – Sinfonia n. 1 in La minore
<<Il linguaggio poetico del nostro compositore si pone su un cammino ben diverso da quello che ha caratterizzato il secolo appena trascorso...Eliminato il minimalismo e le monotonie seriali , ritorna al sinfonismo vasto: cioè in termini di umana sensibilità ....qui si ascoltano melodie , cioè il linguaggio proprio dell'anima. Qui ritorna la narrazione....>> Sergio Sciacca 

LA SICILIA 
<<Uno stile inconfondibile e che sa passare da un modo espressivo all'altro: dall'ironia alla pagina sentimentale dalla trepidazione alla ispirazione poetica. E' quello di Matteo Musumeci...>> Sergio Sciacca

Giornale di Sicilia 
<<..un ritrovare musiche immediatamente riconosciute, quasi rievocate sul filo della memoria che sembrano appartenerti da sempre… due espressioni artistiche che si incontrano in un “unicum” che ti cattura e ti conduce in un mondo spesso ovattato con le fluenti melodie di Musumeci a legare tutto il percorso..>> Aldo Mattina

Bellini News  
<<Il suo tipico fraseggiare, la conduzione delle parti, la distribuzione del materiale fonico, l'intreccio armonico, gli impasti timbrici e orchestrali hanno rimandato il nostro udito a vigorosi, vivaci e versatili creatori italiani di indimenticabili e memorabili melodie quali Carlo Rustichelli, Riz Ortolani, Nino Rota, Francesco Mannino, Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Nicola Piovani>>. G. Pasqualino

Gazzetta del Sud
“ Aitna, una melodia descrittiva e fortemente evocativa delle immagini, cinematografica”; “Un opera lirica moderna che rievoca la grande tradizione del melodramma italiano” 
Michele La Spina 

Bellini News 
<<...ogni qualvolta ascoltiamo un suo concerto ci sorprende sempre con nuove ed originali melodie, nuove ed originali elaborazioni ritmiche, nuovi ed originali impasti sonori....pur muovendosi sempre all'interno dei dettami della musica tonale riesce a concepire, progettare ed elaborare con grande nonchalance motivi e temi di una freschezza e di una spontaneità oggi davvero rara. Evitando i contorti intellettualismi della serialità, i molti astrusi acrobatismi dell'atonalità Musumeci, che è anche un valente pianista, è un autore che attinge ispirazione dai precordi del cuore, dalla sensiblerie tipicamente mediterranea, diretta, essenziale ed emotivamente pregnante e coinvolgente. Le sue partiture sono limpide, fluide, levigate, scorrevoli ed allo stesso tempo delicate e tenere. In esse si avverte l'assenza totale di quell'insipido, arido e sterile accademismo >>. Giovanni Pasqualino